Spegnitrice di fornelli

in Viaggi

Mi è appena capitata una di quelle cose che devo raccontare subito o scrivere da qualche parte, perché altrimenti domattina mi sveglio e non ci credo. Questa sera me la ricorderò come quella sera in cui a mezzanotte meno un quarto sono entrata in casa di sconosciuti A SPEGNERE IL FORNELLO.

Dunque, esco dalla metro e piove, decido di non prendere la bici ma di camminare fino a casa. Sono quasi arrivata ed ecco che mi vedo una famigliola sotto la pioggia che mi viene incontro e  disperata iniziano a dirmi “please help us”. Dettaglio: è una famiglia jewish, ebrea. Io vivo in mezzo agli ebrei ortodossi, per farci capire quelli con i ricciolini e i bambini tutti vestiti uguali, a pochi isolati da qui parte la comunità ebraica più grande al mondo e questo è il punto dove l’ebraismo finisce e iniziano le Pizza Slice a 99 cent.

Beh quindi, mi ritrovo davanti mamma, babbo e figlioletta, bagnati come dei pulcini e in mezzo alla strada che mi chiedono aiuto. Mi prende un mezzo colpo, what happened gli chiedo.

“It’s been 40 minutes we have been standing here looking for somebody to turn off our stove”.
No way, devo aver capito male. Scusi signora ma come dice? chi è state cercando?
Giuro, risponde, sono più di 40 minuti che per strada aspettiamo qualcuno che ci venga a spegnere il fornello.
Aspetti un secondo signora, qua non ci capiamo. Ma come il fornello? Non si riesce a spegnere? Sta andando a fuoco?
Ma sì che si riesce a spegnere, ma noi non possiamo spegnerlo, non conosci lo Shabbat? Non possiamo accendere né spegnere niente, fino a domani al tramonto. Mio figlio l’ha acceso per sbaglio e here we are.

Ma non potete spegnerlo in un altro modo? Non so prendete un bacchettino e girate la manopola con quello, oppure iniziate a soffiare tutti insieme sulla fiamma finché il fuoco non si spegne, che tanto son sicura lo spegnimento a induzione non conta. Oppure mandate tutti via e spegnetelo senza che nessuno vi veda, che tanto è come col mangiare, se nessuno vi vede quando lo masticate allora le calorie non contano. O alla peggio peggio fate spegnerlo a sto figliolo che ha fatto il misfatto che tanto ormai che ha fatto trenta facciamogli far trentuno e chi si è visto si è visto

Il marito devo dire che sull’idea di far peccare di nuovo il figlio che tanto ormai è spacciato si era quasi illuminato, ma la moglie lo fulmina con lo sguardo e addio ipotesi bambino. Abbassa lo sguardo, scossa lentamente la testa e no, non possiamo proprio spegnerlo mi dice.

Giuro che vederla così, indifesa, senza idee, forse disperata pensando alla bolletta del gas se sto cavolo di fornello non lo spengono fino a domenica, mi lascia disarmata e non ho più scuse da tirare fuori.

Mi convince dicendomi che mi hanno visto da lontano, che ero la persona giusta, che in quei 40 minuti ne hanno scartata di gente, ma io ero quella che apparivo “trustworthy”, fidata, and “religious” fin da subito, il che mi fa pensare che quella volta che il parrucchiere mi disse che dovevo togliermi quell’aria da “madonnina pentita” alla fin fine non si sbagliava.

Insomma là in mezzo alla strada non so cosa fare. Da un lato mi sento la voce di mia mamma che da quando ho 2 anni mi dice mai fidarsi degli sconosciuti, dall’altra quella di mio babbo che mi obbliga a tenere lo spray al peperoncino in borsa anche quando vado in ufficio e in mezzo io che forse da ingenua e naive mi faccio prendere dalla compassione e dalla situazione surreale e dico ok, annamo a spegnere sto fornello.

Mi portano dentro il palazzo e onestamente iniziano a prendermi i pensieri. Dico cosa succede se non è vero niente, se questi hanno pensato chenneso di derubarmi, o di chiudermi in una stanza e farmi il solletico per due giorni, o forzarmi a guardare Barbara D’Urso per tutta la vita.

Salgo tre rampe di scale strettissime, inizio quasi a sudare, mi aprono le porte, vado dritto, giro a destra, altro corridoio, altra porta, un altro gruppetto di persone finché arriviamo alla porta della verità che si apre eeeee….

Eccolo lì. Il fornello acceso.
Innocente, flebile, solo un cazzo di fornello acceso. Che lei mi mostra spossata, capendo che è un cazzo di fornello acceso ma che se non lo può spegnere non lo può spegnere, punto.
Allungo la mano e spengo il fornello. Urla di giubilo in casa, anche i vicini sono accorsi perché si era già sparsa la voce che la prescelta fosse arrivata a spegnere il fuoco.

La mamma mi abbraccia e mi passa un piattino. Ci sono due fette di torta già impacchettate da portare via. “Sapevo che prima o poi qualcuno sarebbe arrivato”.

Mi sento troppo una merda, anche solo per aver dubitato per 3 minuti della buon’anima di questa gente e di aver preso così poco seriamente qualcosa per loro così importante.

Mi prendo su la mia tortina e vado a casa, ed eccomi qua a riportare la cronistoria dello “spegnimento del fornello” a casa dei jewish.

+1 per me, quando mi presenterò da San Pietro la mia buon’opera sarà stata l’aver girato una manopola, un freddo venerdì sera di New York.

Ma amici jewish che non si sparga la voce eh, che il prossimo venerdì a tirar lo sciacquone a quello del piano di sotto, io beh.. FUORI MEA:)

#everywhereisgaia

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