25 volte GRAZIE

in Viaggi

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Mi ritrovo sempre a farlo a scoppio ritardato, ma vorrei dire un GRAZIE mega gigante a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri in qualsiasi modo e con qualsiasi tecnologia l’uomo abbia scoperto. GRAZIE, solo e semplicemente grazie ad ognuno di voi, a cui probabilmente non ho ancora risposto ma a cui giuro sono veramente grata. Lo dico ogni anno e sarò monotona, ma quando si è lontani anche solo ricevere un messaggino o due parole dettate dal cuore rendono davvero una giornata speciale. E quando il messaggino si trasforma in un mazzo di fiori, un mazzo di rose e una scatola di cioccolatini fatta recapitare direttamente da quella pazza di Beatrice Ponte non posso che sperare che ogni giorno sia il mio compleanno.

E quest’anno a renderla ancor più speciale ci sono state due cose in particolare: uno, i miei amici/colleghi mi hanno regalato una Polaroid che ciaomare, sarà la mia morte. Roba che non potevano pensare ad un regalo più azzeccato, e che io dovrò usare con parsimonia seppur contro il mio istinto di tirarla fuori ad ogni angolo.

Punto numero due, Ale, quel “campagnolo” del mio ragazzo, è sbarcato in terra americana e ha spento le candeline con me. Evento più unico che raro, il suo viaggio a New York era quotato quanto l’Albinoleffe che vince sul Real. Eppure si è deciso a farsi queste 9 ore di volo e a venire da me, a mollare i suoi adorati monti e a festeggiare con me i miei 25 anni. Ancora non ci credo. E allora in questi giorni ho cercato di fargli scoprire la New York che piace a me, a trasmettergli l’entusiasmo che ho per questa città, a fargli macinare chilometri di marciapiedi pur di fargli vedere tutto quello che mi riempie gli occhi ogni giorno e che ho cercato di rivedere nei suoi.

E sai cosa vi dico? Ho visto nei suoi occhi la curiosità di scoprire questo mondo diverso dal nostro, questo caos cosmico difficile da metabolizzare per chi abita in un paese da mille anime, ma talmente grande da lasciare a bocca aperta anche il più temerario viaggiatore. Ho visto nei suoi occhi la meraviglia di fronte a grattacieli senza fine, ho visto il sentirsi a casa tra il verde di Central Park, e ho visto gli occhi a cuore e la bocca a leone di fronte al Fedora Burger.

Ma in fondo, quello che ho visto più di ogni altra cosa nel suo sguardo, è che non importa dove tu sia se accanto a te ci sono le persone a cui vuoi bene. Chissenefrega dei grattacieli, chissenefrega dei tramonti: ci basta un divano, una coperta e un film su cui addormentarsi dopo 10 minuti e immediatamente vedo nei suoi occhi aria di casa, quell’aria serena che ti fa dimenticare che fuori dalla finestra hai una New York qualsiasi.

Ecco perché ho bisogno di Ale, quando tendo a farmi prendere dal voler far mille cose, dal voler sfruttare ogni minuto nel migliore dei modi, dal voler pianificare tutto quasi in maniera maniacale ecco che lui mi ricorda che le cose semplici sono quelle più belle, quelle più vere, quelle che più rimangono nel cuore.

Ale è quello che mi riporta con i piedi per terra quando fantastico troppo, quello che mi riporta a casa quando lo faccio girare come un pazzo e soprattutto quello che mi ricorda che dall’altra parte dell’oceano avrò sempre qualcuno che mi aspetta

A te Ale, e a tutti quelli che lo hanno passato distanti o no con me, dico un grazie immenso per questo primo quarto di secolo che rimarrà nella storia.

Se la vita ha saputo essere crudele, oggi mi circonda di persone che ogni giorno sanno ricordarmi di quanto la vita, nonostante tutto, possa essere bella. GRAZIE.

#everywhereisgaia

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