Tranquilli, NY non si ferma

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A 12 ore dallo scoppio di questa bomba che ancora di che bomba si tratti non s’è capito, scrivo per condividere con voi la pacatezza con cui il tutto viene gestito dagli americani, e per dire a tutti quelli che mi stanno scrivendo che è tutto a posto.

Ieri sera al momento dell’esplosione ero di fronte al Flatiron Building, alias circa 200 metri da dove è scoppiato il bidone con dentro l’ordigno. Eravamo appena uscite da Eataly, stavamo camminando e all’improvviso abbiamo sentito una gran botta e tutti per strada ci siamo fermati e abbiamo iniziato a guardarci intorno. Vuoi pur forte che fosse la botta, non capendo di cosa si trattasse, nessuno si è preoccupato e tutti abbiamo ripreso a fare quello che stavamo facendo, che nel mio caso era andare a prendere la metro e scendere fino a Chinatown per una di quelle abbuffate cinesi di cui ti penti prima ancora di cominciare. E insomma, solo due ore e un chilo di fried rice dopo abbiamo saputo che era successo quel che era successo, e abbiamo ricollegato i fatti. Chiaramente ti prende un po’ d’ansia, soprattutto in un momento in cui ancora non sapevamo se fosse terrorismo o cosa. Ma nessun problema che a tranquillizzarti ci pensano gli americani, tranquilli come non mai. Ci dicono che le metro sono bloccate, e la gente sotto terra ferma da decine di minuti. In Italia sarebbe già scoppiato il panico, qua invece nessuno si agita, tutti pacati seguono le procedure e aspettano di ripartire. Repubblica batte che si tratta di attentato, e che è stato fatto a pochi metri dal ristorante in cui stavano cenando Obama e la Clinton. Peccato che entrambi fossero sì insieme a cena, ma a Washington. Voglio dire, forse mi sbaglio ma da questo episodio mi sembra di capire che a seguito dell’11 settembre questa città sia pronta a gestire le situazioni di emergenza di qualsiasi natura esse siano, non solo a livello di spiegamento di forze, ma soprattutto a livello di mentalità. Gli americani sanno controllarsi, aspettare, rispettare le procedure e aspettare a giudicare i fatti. Noi invece siamo più catastrofisti, non aspettiamo altro che fare notizia, trovare e credere subito nella peggiore delle ipotesi. Chissà, magari qua è solo apparenza e in realtà tutti se la fanno sotto, ma vi devo dire che a me questo ottimismo piace.

Quindi vado a letto tranquilla, dopo aver mandato un messaggio a casa perché l’ultima volta che è successo qualcosa e non ho fatto sapere niente (ovvero quando ha tirato il terremoto in Emilia e io ero a Modena e ho dormito della grossa fino a mezzogiorno con il telefono spento, facendo impanicare tutti in primis mia mamma che penso non me ne abbia mai dette tante come quella volta) ho creato un allarmismo tale che questa volta ho deciso di prevenire dicendo che era tutto a posto e che se non mi avessero sentito fino a mezzogiorno di oggi è perché avevo un sonno che la metà bastava.

Grazie a chi mi ha scritto e mi ha pensata, tranquilli che qua è tutto in bolla.
E bravi americans: la vita va avanti, New York non si ferma.