Disagio a Central Park

in Viaggi

Scrivo in diretta da Central Park, spiaggiata per combattere il jet lag che mi tiene sveglia da stamattina alle 4 e soprattutto i 32 gradi di New York. Sono allo Sheep Meadow, una distesa verde nel cuore del parco dove oltre alle mille persone spiaggiate in costume come me ce ne sono altrettante che giocano a qualsiasi tipo di sport, e qualche gruppo che festeggia compleanni, baby shower e vai a sapere cos’altro. Insomma c’è un po’ di tutto. In tutto sto marasma dove finisco?Esattamente nella traiettoria di due cinesi che giocano a frisbee, che è tutto un dire. Lui un cinese taglia media, lei con una gonnellina e dei tacchetti che neanche a messa si possono vedere. Si chiama Sunny, o almeno così la chiama il fidanzato. Lascio immaginare il livello di sportività. Iniziano a giocare e percepisco già il livello di rischio della mia posizione. Sunny non è proprio l’emblema della sportività. Sto chattando con una mia amica e le dico che sto rischiando di prendere un frisbee nei denti. Non faccio in tempo a premere invio che, detto e fatto, prendo il frisbee nei denti. Mi alzo, Sunny chiede sorry saltellando come fanno sempre le cinesi, eh vabbè dico che fa nulla. Mi ristendo, mi sento sfrecciare il frisbee almeno un paio di volte sopra la testa finché aridajje, me lo ribecco in testa. Maremma maiala Sunny, ma che non sei bona di tirare sto cavolo di frisbee un po’ più in alto? La fulmino con lo sguardo, Sunny richiede Sorry n’artra volta e a questo punto il buon fidanzato si avvicina per darle qualche dritta, tipo che non deve tirare il frisbee come se fosse na cotoletta da buttare in padella. Sembra che le dritte funzionino finché non arriva un altro tipo che vuole giocare con loro, tale Johnny. Sunny chiede a Johnny “do you know how to play” “No. ” TE PAREVA.
Facciamo che me ne vado dal triangolo delle Bermuda e vado stendermi sotto l’albero, ok?

#everywhereisgaia