Yoga a Bryant Park: perché vale la pena fare il cobra nel cuore di Manhattan

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Non dovrei scrivere tutti i giorni, lo so, perché altrimenti poi come tutte le cose anche questo blog verrebbe a noia dopo una settimana, ma questa devo proprio raccontarvela. Sarò breve, giuro.

Oggi sono andata a fare yoga. A Bryant Park. BELLISSIMO.
Premessa: non sono una di quelle strafanatiche di yoga, meditazione e compagnia bella, se lo fossi avrei qualche chilo in meno e soprattutto piegandomi riuscirei a toccarmi le dita dei piedi, roba che non riesco più a fare da quando avevo 12 anni. Tra l’altro per chi come me nella vita è abituato a fare sport di squadra o comunque qualcosa in movimento, stare per un’ora pressoché fermi a meditare dopo un po’ romp e’ caz, diciamoci la verità. Però devo dire che quest’inverno mi ero fatta prendere e qualche lezione di yoga l’ho fatta. Non tanto per la voglia di provare, ma più per il fatto che Groupon mi avesse piazzato lì la super bazza da 10 lezioni a €19, e dai, un lezione di yoga a 1,90 quando a Milano normalmente la paghi 20 da regina del risparmio quale sono non potevo lasciarmela scappare.

Tornando a noi, oggi ho voluto riprovare. Non tanto per lo yoga in sé, ma più per il dove: Bryant Park. Bene, Bryant Park è forse uno dei posti più affascinanti di New York. È un parco come avrete capito, ma non ha niente a che vedere con Central Park per esempio, immenso e bellissimo, lungo forse 7km e steso per mezza Manhattan. No, Bryant Park è tutt’altro. È un rettangolo di verde minuscolo incastrato tra i grattacieli di MidTown, un angolo di paradiso incastonato come un diamante tra Times Square e la Fifth Avenue. Cioè, proprio nel fulcro della città dove ci sono solo strisce lunghissime di grattacieli enormi, maxi schermi luminosi e code infinite di taxi gialli ti imbatti in questo parchetto delizioso con alberi, fiori e tavoli che ogni volta ti chiedi come abbia fatto la natura a sopravvivere in questo spazio minuscolo in mezzo a tonnellate di cemento e acciaio. Io ancora non l’ho capito, ma credetemi è veramente un colpo d’occhio che merita essere visto.
Ora, già il parco è una bellezza, figuratevi vederlo con tipo 300 persone sopra tutte stese ordinatamente con tappetini rosa, pronte a seguire una lezione di yoga all’aria aperta: ADDIO. Quando sono arrivata e ho visto questa distesa di gente già in pose poco raccomandabili ho creduto di essere in un film e non ho potuto fare altro che sorridere e ricordare a me stessa che al mondo non si finisce mai di vederne di nuove. Mi sono intrufolata nel branco e con il mio tappetino ho iniziato a seguire la lezione e i comandi al microfono. Ad un certo punto ero talmente presa mi pare nella posa del cobra che manco mi sono accorta che un’istruttrice da due minuti mi stava cercando di dire che se avessi continuato così avrei tipo perso mezza spina dorsale nel giro di un’ora. Bene, ho pensato, sto cobra è proprio il mio forte.

Vi risparmio i dettagli delle altre pose, so solo che dentro di me ringraziavo per il fatto che non mi conoscesse nessuno.
Ma questo yoga a Bryant Park dovevo proprio raccontarlo, perché sembra impossibile fare yoga che per definizione è la ricerca della calma, dell’equilibrio e della pace proprio nell’occhio del ciclone della vita frenetica di New York, tra i clacson, le voci dei passanti e le sirene che strillano. Ti verrebbe da pensare che abbia la stessa credibilità di un rave a Lourdes o di un pellegrinaggio a Las Vegas.

E invece vi devo dire che paradossalmente sembra che funzioni. Non so se sia l’istruttore che ti incita a liberare la testa da ogni pensiero, se sia suggestione o semplicemente l’atmosfera e tutta questa gente che ti circonda, ma in effetti ti senti come se tutto d’un tratto qualcuno avesse messo una campana di vetro sopra questo parco o uno di quei portatorte da grandi chef, e tu che rimani all’interno e hai solo uno spiraglio di cielo azzurro tra i grattacieli intorno a te da guardare ti dimentichi quasi di dove sei e ti isoli da tutto e da tutti senza una ragione.
Tranquilli, alle 19 in punto lo chef toglie il portatorte e l’incantesimo si spezza, ma credetemi per quell’ora ti senti davvero in un’altra dimensione.

Poi domani quando mi tireranno anche i muscoli del gomito maledirò di esserci andata, ma per il momento vi dico solo questo: questo yoga a Bryant Park è proprio una strafigata, un’esperienza da non perdere.
Se mai verrete a NY non avete alternativa: il cobra sbilenco tocca farlo anche voi!

Buonanotte gente, stay tuned:)

#everywhereisgaia

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