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Chissà come si inizia un blog, mi viene da pensare mentre cerco di partorire buone idee per questa nuova creatura senza che l’ispirazione arrivi.
Intanto, cos’è questo “Everywhere is Gaia”e come ci sono finita?!
Vi spiego, to make a long story short i miei amici pazzi scatenati mi hanno organizzato una festa a sorpresa per la mia partenza e come regalo, oltre ad un utilissimo kit di sopravvivenza per la mia vita newyorkese con tanto di tappi per le orecchie per le mie coinquiline, cosa hanno pensato di fare?! Un blog. Giuro, mi hanno aperto e finanziato un blog per un anno, confidenti del fatto che le minchiate che scrivo su Facebook le possa traghettare in questo blog e diventare così famosa. Hanno anche scelto il nome del blog per me, cercando di tradurre il fatto che io sia ovunque.
Gli ho detto che in realtà non si traduce così, ci sono rimasti malissimo.
Ma insomma, inizialmente credevo fosse uno scherzo, e invece no. Tutto questo che state vedendo è opera loro, e non posso deluderli lasciando tutto vuoto finché il contratto non scade. Sarebbe come fare con i regali di tua nonna a Natale, che la ringrazi e ti fingi contentissima poi li ritrovi tre Natali dopo col cartellino in fondo al cassetto. O magari già negli scatoloni per il mercatino.
Insomma, volente o nolente, devo improvvisarmi blogger, che tanto ormai fa figo dirlo.
Però ho pensato, che diavolo di blog apro?
Un blog di moda non credo. A meno che la gente non apprezzi un look che, invece di essere composto da “Chanel espadrillas, Hermès Kelly bag and Dior dress” porta le firme di “vestito by Zara bambino (perché a spingere bene entro ancora nella taglia 14-16 anni), borsa rubata a mia sorella, sandali rotti 3 volte e sempre riaccomodati da quello della Casa Rossa”. No, direi che non funzionerebbe.
Un blog di cucina, ma per l’amor del cielo. Potrei giusto postare la ricetta dei miei salatini di pasta sfoglia che ormai chiunque mi conosca ha avuto il piacere di provare innumerevoli volte perché è l’unica cosa che so fare. Nada, manco il blog de cuisine funzionerebbe.

Allora che faccio? Lascio perdere? No, scrivo. Scrivo a caso, di quello che mi pare, di quello che ho voglia di scrivere e che penso valga la pena condividere. Un viaggio, un bel posto, un sogno, una sensazione, un ricordo. Una ricetta, perché no, un consiglio. Una storia, una bugia o una critica.
Insomma, quello che mi passa per la mente. Tipo che ora ho appena letto che Barbara D’Urso è ruzzolata per le scale alla prima puntata di Pomeriggio Cinque e potrei stare ore a scrivere su questa cosa, ma ve lo risparmio.
Questo blog però voglio che nasca così. Non so dove andrà a finire, non so se questo sarà il primo e l’ultimo post o se andrà avanti per mesi o anni, non so se la gente ne riderà o lo apprezzerà. Non pretendo di diventare la prossima BlondeSalad (o blondefruit come qualcuno ha proposto..), ma voglio solo continuare a fare quello che ho sempre fatto: condividere con tutti le cose belle, troppo belle per tenerle solo per me, e ahimè anche le cose brutte, che però condividerle con gli altri aiuta ad alleggerire un po’ il cuore.

E allora sai cosa ti dico? Che io questo blog lo inizio così:
Ciao a tutti, mi chiamo Gaia, ho 23 anni, sono a New York e ho un sacco di cose belle da raccontarvi. Stay tuned.

#everywhereisgaia