US Open, Gospel da stadio e Fashion Week madness

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Mi sono fatta brontolare perché scrivo poco, e allora vi piazzo un post su questo weekend impegnativo, in cui sono passata di palo in frasca (come si suol dire) da una finale di tennis, ad una messa gospel ad Harlem fino ad arrivare alla fashion week madness.
Credetemi che ognuna di queste vale almeno due parole.
La finale degli US Open non ha bisogno di spiegazioni, emozionante per il contesto, l’atmosfera, la presenza di tanti italiani a tifare due grandi ragazze con la consapevolezza che una finale così forse non la rivedremo mai più. E allora è vero che anche vederla sul divano con gli amici non è male, ma essere lì, nello stadio del tennis più grande del mondo, con un sacco di americani stradelusi di non aver Serenona in campo, beh, è stata una bella soddisfazione. Brave “ragazze”, fate solo 65 anni in due ma riuscite ancora a conquistare il mondo:)

Passando alla messa della domenica, mi viene solo da dire una cosa: fatta roba che sono gli americani, riuscirebbero a fare anche di un mucchio di polvere uno show. Prima o poi farò un post solo con le americanate più assurde, perché ce n’è davvero per tutti i gusti.
Ma insomma, tornando alla messa, è veramente tutto uno show. La messa gospel della domenica mattina ad Harmel è una delle cose turistiche da fare, un must in tutte le guide turistiche, e devo dire che è davvero spettacolare, tutto in stile Sister Act, con voci da paura e fedeli strapresi dal sermone. Ma questa volta no, questa volta l’hanno fatta davvero di fuori. Entriamo in questa Corinthian Baptist Church e sembra di essere in un teatro di Las Vegas: maxi schermi ai lati, palco centrale e angolo con batteria, chitarra elettrica e tastiere. Entra un coro un po’ allo scatafascio, qualche uomo, un po’ di donne e tanti bambini che il ritmo insomma non ce l’hanno proprio nel sangue. Iniziano a cantare canzoni di chiesa e poco dopo attaccano “Treasure” di Bruno Mars. Cioè, una tamarrata così l’avevo vista solo a Napoli quando per accompagnare la processione della Madonna la banda del paese suonava la colonna sonora di Pirati dei Caraibi.
Io ogni tanto mi chiedo se siam tutti grulli, ma vabbè passiamo oltre.
Dopo la mezz’ora iniziale di canti parte il sermone, un discorso fatto dal pastore con un’enfasi tale da far passare Grillo per un angelo a confronto. E se il pastore predica con enfasi, i fedeli rispondo con altrettanto fervore, alzando le mani e facendo partire cori da stadio per incitare il pastore. Sia chiaro, non voglio mettere in discussione pratiche religiose altrui, non sia mai, ma è solo che il tutto è un po’ troppo plateale, e per noi abituati a qualcosa di più contenuto ed intimo questo show risulta un po’ fuori dalle righe. Devo dire tuttavia che il discorso del pastore è molto convincente e sentito, quasi che ti senti trasportare anche te in questo fervore.. finché cosa succede? Sui maxi schermi, in cui fino a due secondi fa c’era un brano della bibbia, inizia a scorrere l’annuncio che c’e una Mercedes da spostare fuori dalla chiesa. Poi una Nissan. Poi un’Opel.
Ecco, come farti passare la poesia. Voglio proprio dirglielo a Don Pino di mettere i maxi schermi per chi parcheggia in seconda fila.
Insomma, a un certo punto decidiamo che ne abbiamo viste abbastanza e usciamo dallo show.

Ma fortuna che c’è la Fashion Week a sollevare la mia domenica. Chi mi conosce sa che per le fashion week impazzisco, inizio a girare come una scema tra una sfilata e l’altra e a far foto con gente che solo io conosco, tipo questi fashion blogger d’oltreoceano che solo io e pochi altri seguiamo. Ma vi giuro che vale la pena farlo, perché se ne vedono che neanche a carnevale puoi aspettarti robe del genere. Non entro nei dettagli perché vi annoierei ma vi racconto solo una cosa. In questi giorni anche gente sconosciuta si fa prendere da sfilate, modelle e shooting fotografici e tutte si improvvisano fashion blogger, facendo servizi fotografici in giro per la città a qualsiasi ora del giorno con fotografo e team al seguito.
Bene, oggi stavo facendo la mia solita passeggiata post-ufficio quando vedo questa apparente modella posare per un servizio total black con tubino nero, Chanel e Louboutin laccate con suola rossa. Tutto bene fin qui, anzi gran bella ragazza. Ma dopo circa duecento scatti e la decisione che forse uno buono da poter postare su Instagram c’è, il team si ritira, il fotografo mette via i cannoni e la modella fa la cosa per cui Anna Wintour potrebbe uccidere all’istante: si sfila le Louboutin e si infila un paio di Crocs. Arancioni.

Vi prego, ditemi che non sono l’unica a voler piangere.
Peggio di questa solo le infradito con i calzini. Passo e chiudo.

#everywhereisgaia

Us open final
Gospel

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